DANZA CON IL CASO

La poetica di queste creazioni, come quella di molte altre , sta nel recupero di oggetti che non hanno più nessuna funzione, in questo caso pannelli di legno che giacevano fuori da una fabbrica.
Il punto di partenza, lo stimolo per la nascita di questa idea, è una frase estrapolata da un pensiero di Jean Dubuffet sull’informale:
“E tu pittore; macchie di colore, macchie di tracciati, guarda le tue tavolozze e i tuoi stracci, in essi è la chiave che vai cercando!”

Ho scelto di dare un titolo unico a questa serie di opere perchè il concetto che le caratterizza è comune: il caso è la chiave del processo creativo che alternato a interventi intenzionali da vita a composizioni che sembrano fermarsi ad una ricerca sul linguaggio informale , ma che in realtà sono semplicemente la testimonianza delle energie quotidianamente dedicate all’arte.
Lo sviluppo delle opere in questione dipende direttamente dall’evolversi delle altre e così capita spesso che questi pannelli rimangano in terra per mesi, fino al momento in cui qualcosa mi dice che bisogna fermarsi e voltare pagina perchè un’altro capitolo è stato scritto…

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